Trova una strutturaAI PIEDI DEI BERICI
24/04/2010
Ai Piedi dei Berici
Agosto è il mese delle ferie. Per chi resta a casa una ricetta tutta nostrana: vacanze in casa tra ville, agriturismi e tanta natura.
Chi ha un’agenzia viaggi sa che i clienti nove volte su dieci chiedono una vacanza lontano da casa, per rilassarsi e per non sentire il peso del quotidiano stress lavorativo. “Cosa mi proponi? Che vacanza posso fare? Dove dici di andare che non sia sempre il solito posto?” sono alcune delle domande più frequenti. Le risposte sono molteplici, basta aprire dei cataloghi di viaggio; ma se c’è chi non può allontanarsi più di tanto da casa, allora entra in scena un consiglio di un vecchio e saggio viaggiatore che una volta mi disse “se hai la passione per i viaggi, prima di tutto inizia a mettere il piede fuori da casa tua e scopri il tuo paese, visita le cose che ti sono più vicine e man mano allontanati”.
Certo, se bisogna scoprire ciò che ti circonda, allora consiglio una belle vacanza nell’Area Berica, sia essa di un giorno, di un weekend o di una settimana. Vicenza quest’anno va di moda, è l’anno Palladiano e le ville fioccano come nespole. Ma questo capita soprattutto nel capoluogo Berico e nella area a nord di esso. Il basso vicentino, o la micro-terronia del vicentino, come a volte ho sentito dire, resta un po’ abbandonato a se stesso. Ecco allora che Pro Loco e privati si ingegnano per promuovere le loro stupende realtà artistiche, naturali e gastronomiche.
Un itinerario ideale sarebbe quello di partire dal profondo sud e risalire la S.S. 247 Riviera Berica, la cosiddetta riviera dei sette ponti, visitando le località tra il canale Bisatto e i Colli Berici. Tanto per rimanere attaccati alla moda, il Palladio ha fatto del bene anche al sud: Villa Poiana a Pojana Maggiore è inserito nel contesto di architettura rurale che segna la campagna vicentina, proprio tra Villa Saraceno ad Agugliaro e Villa Pisani a Bagnolo di Lonigo. Queste ville, come altre di scuola Palladiana, furono concepite perché il nobile potesse concedersi un dolce relax immerso nella campagna circostante, ma anche per tenere d’occhio il raccolto della sua tenuta. Campagna e tanta campagna, campi verdi e gialli che passano alla destra e alla sinistra del viaggiatore, il profumo del fieno e dell’erba appena tagliata, i colli si intravedono lontani, ad una ventina di chilometri a nord, ancora offuscati dalla calda foschia estiva. Sono pochi i centri “quasi urbani”, come lo è Noventa Vicentina, che in questo periodo sta rifacendo il look a Corso Matteotti e Piazza 4 novembre, la zona centrale abbracciata dall’imperiosa Villa Barbarigo (sede comunale) e dalle due barchesse che accolgono parte della vita mondana del paese.
La Riviera Berica è una strada statale stretta che porta fino a Vicenza, attorno ad essa, in ordine sparso si trovano molti paesini. Dopo Noventa ed Agugliaro, si prosegue fino a Barbarano, sapendo che comunque a poca distanza, tra le campagne e ai piedi dei primi colli Berici si trovano Villaga, Sossano, Orgiano e Albettone, ogni piccolo borgo con qualcosa da offrire. Ad Albettone meritano una visita Villa Ca’ Brusà, la cui tipologia rompe gli schemi tipici delle ville vicentine offrendosi a varie interpretazioni (palazzo in stile veneziano o tipo architettonico emiliano?), le imponenti Villa Campiglia (sede comunale) e Villa Prosdocimi (detta “Giustina”). Il tutto si può condire con una visita alla villa Fracanzan Piovene di Orgiano (ancora ville!), oppure fermarsi nel piccolo borgo di Toara per una degustazione di buon vino del Conte Piovene o per incontrare i fratelli De Marchi, abili mastri mascherai che della loro fantasia ne hanno fatto uno stile di vita.
I Colli Berici: Barbarano, Mossano e Nanto
Barbarano è l’inizio della Dorsale dei Berici, strada panoramica che porta a Vicenza scorrendo parallela alla Riviera Berica; sorge incastonato ai piedi del Monte Cengia e del Monte Tondo. Si chiamano monti ma in verità sono dei colli (alti circa 400 metri) dove si può respirare la natura a pieni polmoni: passeggiate nei sentieri che portano fin sopra la “Roccia” o alle vicine Grotte di San Donato; percorsi in bici da consigliare a chi ama le pendenze più ardue; e, per i buongustai, tante aziende agricole dove fermarsi ad assaggiare olio e vino di ottima qualità. Il centro di Barbarano è noto per il Palazzo dei Canonici, antica dimora dei vicari risalente al primo quattrocento: ha la peculiarità di avere tutte le finestre di diversa misura. Da un cunicolo di questo palazzo parte un percorso sotterraneo (oggi chiuso) che porta fino al Castello Marinoni e che in passato veniva usato dai vicari come passaggio segreto.
Nel territorio barbaranese ogni turista viene soddisfatto: l’amante della buona tavola sarà ben accolto, all’ombra delle cantine e dei portici, da produttori e ristoratori della zona (dove i prodotti tipici sono miele, prosciutto, formaggi, olio, vino e grappa); l’appassionato di storia e cultura potrà fare indigestione di ville (ben undici!), chiese (quattro) e oratori (quattro). Se scendete a Ponte avrete la possibilità di apprezzare due diverse tipologie di ville: l’elegante Villa Rigon-Sangiantofetti, che si affaccia sul canale, rappresenta la storica vocazione al commercio del paese; in località Monticello, invece, Villa Ghiotto e Villa Traverso-Pedrina sono perlopiù ville agricole. Barbarano è, per certi versi, anche città della musica; nel capoluogo barbaranese, durante l’apertura degli uffici comunali, si può apprezzare da vicino l’originale invenzione di una grande mente creativa: il “dattilomusicografo”, un congegno simile ad una macchina da scrivere per la creazione di spartiti musicali. Il suo inventore fu Andrea Ferretto (1864-1942), maestro e compositore dai più ancora sconosciuto.
Confinante con Barbarano è il borgo di Mossano, noto per essere stato rivalutato grazie alla Contrà dei Munari, serie di 12 vecchi mulini di cui alcuni ancora funzionanti, alle Prigioni, una sequenza di edifici rupestri collocabili tra il 900 ed il 1100 d.C., e alle Grotte di San Bernardino, dove si hanno tracce del passaggio dell’uomo di Neanderthal. Il paese si affaccia sulla valle di vigneti compresa tra Barbarano e Mossano stessa, ed è quasi d’obbligo fermarsi, al tramonto, nella terrazza dell’unico bar che si trova davanti alla chiesa: ci si siede tranquilli, si gode il panorama bevendo un buon bicchiere di vino e magari buttando uno sguardo alla partita a briscola giocata dagli anziani del paese, e senza tanta fatica si riesce a provare un senso di nostalgia di un tempo che fu e mai tornerà.
Per chi vuole conoscere il mondo dei Berici, Nanto diviene tappa fondamentale. Paese dell’olio e del tanto osannato tartufo nero dei Berici (lo Scorzone, per intenderci), Nanto è anche sede del Consorzio Pro Colli Berici, dove il turista troverà tutto il kit di mappe e guide necessarie per crearsi il suo itinerario turistico ideale. Girando il paese vi imbatterete in sculture particolari, realizzate nella biennale manifestazione di Nantopietra. Questo evento si svolge solitamente la seconda settimana di maggio, durante la sagra paesana, e si colloca nel panorama delle manifestazioni culturali come momento di sintesi tra arte e ambiente, tra cultura e artigianato, tra materia e spazio. Questa competizione vede sfidarsi sei scultori da tutto il mondo nel dare forme creative e originali alla “pietra Berica” (o “pietra di Vicenza”). Ogni paese di tipico ha il paesaggio, il prodotto gastronomico e anche un personaggio che spicca fra tutti: a Nanto è sicuramente mastro Luigi Saggiorato, impagliatore di sedie, “el caregheta”, la cui singolare bottega troverete nei pressi della canonica.
Castegnero, Lumignano e Costozza: arte, sport e “Siarese”
Castegnero è un centro cerasicolo di spicco dei colli Berici sud-orientali con la varietà “Mora di Castegnero”, nonché zona privilegiata di produzione delle castagne. Gli appuntamenti che ogni anno vedono protagonisti questi due prodotti tipici si svolgono da metà maggio a metà giugno nella piazza del capoluogo, teatro del tradizionale Mercato delle Ciliegie e della “Festa dea Siaresa”. Nella prima domenica di novembre invece si può partecipare alla “Marcia delle castagne”, che diviene occasione per tutti i podisti di ammirare lo splendore ed i colori dei colli nella loro metamorfosi autunnale. Nel periodo estivo l’escursionista potrà comunque concedersi una passeggiata lungo il Sentiero del Monte delle Rose, spostandosi poi sul Sentiero dei Sengi Bei che, sovrastando il centro del paese, permette di ammirare la Grotta della Guerra e della Mura, il complesso dei Sengi Bei e il Covolo Murato Grande o del Merlo.
A Lumignano gli amanti di free-climbing troveranno rocce per le loro braccia. I provetti spiderman potranno qui mettere alla prova esperienza, forza e coraggio scalando le ripide pareti rocciose che la natura in questo paesaggio offre in abbondanza. Per chi predilige percorsi meno impervi anche qui sono presenti dei sentieri escursionistici che, salendo il monte Castellaro, portano alla Grotta della Guerra e alla Grotta della Mura. Incastrato nella roccia è l’Eremo di San Cassiano, edificio costruito a ridosso di una parete rocciosa inglobando i resti dell’antica chiesa di San Cassiano. Qui sono ancora distinguibili dieci sepolture scolpite nella roccia.
Giunti infine a Costozza seguendo la strada ai piedi dei colli, si entra quasi senza accorgersene nell’antico borgo. Qui, di seguito, sono presenti quasi tutte le “attrazioni” turistiche che il luogo offre: le tre ville Da Schio (Ca’ Molina, villa padronale e villino “Grotta del Marinali”), Villa Trento Carli, Villa Eolia e “il Volto” ora adibite a ristoranti, villa Zoga-Crescenzio-Turato. Villa Da Schio, con i suoi giardini all’italiana disposti in cinque terrazze, è il fiore all’occhiello di questo borgo. È una miscela di aiuole, colonne, statue di leoni, ninfe e nani generate dall’immaginazione dei conti Da Schio e dalle sapienti mani dello scultore Orazio Marinali.
Queste sono solo alcune delle meraviglie che l’occhio del turista può gustare ai piedi dei Berici. Gli elementi ci sono: l’aria (pura), la terra (molto fertile), il fuoco (la vita quotidiana delle popolazioni locali), e l’acqua… sì, l’acqua, perché i colli Berici non si fanno mancare nulla. Chi vuole può anche fermarsi al Lago di Fimon, nascosto a valle tra le località di Lapio e Villabalzana: un lago modesto per dimensioni e nel quale non si consiglia la balneazione, ma molto vivace per i locali che si trovano a riva e per le lunghe passeggiate a piedi ed in bici che i sentieri circostanti permettono di fare.
Agosto è il mese delle ferie. Per chi resta a casa una ricetta tutta nostrana: vacanze in casa tra ville, agriturismi e tanta natura.
Chi ha un’agenzia viaggi sa che i clienti nove volte su dieci chiedono una vacanza lontano da casa, per rilassarsi e per non sentire il peso del quotidiano stress lavorativo. “Cosa mi proponi? Che vacanza posso fare? Dove dici di andare che non sia sempre il solito posto?” sono alcune delle domande più frequenti. Le risposte sono molteplici, basta aprire dei cataloghi di viaggio; ma se c’è chi non può allontanarsi più di tanto da casa, allora entra in scena un consiglio di un vecchio e saggio viaggiatore che una volta mi disse “se hai la passione per i viaggi, prima di tutto inizia a mettere il piede fuori da casa tua e scopri il tuo paese, visita le cose che ti sono più vicine e man mano allontanati”.
Certo, se bisogna scoprire ciò che ti circonda, allora consiglio una belle vacanza nell’Area Berica, sia essa di un giorno, di un weekend o di una settimana. Vicenza quest’anno va di moda, è l’anno Palladiano e le ville fioccano come nespole. Ma questo capita soprattutto nel capoluogo Berico e nella area a nord di esso. Il basso vicentino, o la micro-terronia del vicentino, come a volte ho sentito dire, resta un po’ abbandonato a se stesso. Ecco allora che Pro Loco e privati si ingegnano per promuovere le loro stupende realtà artistiche, naturali e gastronomiche.
Un itinerario ideale sarebbe quello di partire dal profondo sud e risalire la S.S. 247 Riviera Berica, la cosiddetta riviera dei sette ponti, visitando le località tra il canale Bisatto e i Colli Berici. Tanto per rimanere attaccati alla moda, il Palladio ha fatto del bene anche al sud: Villa Poiana a Pojana Maggiore è inserito nel contesto di architettura rurale che segna la campagna vicentina, proprio tra Villa Saraceno ad Agugliaro e Villa Pisani a Bagnolo di Lonigo. Queste ville, come altre di scuola Palladiana, furono concepite perché il nobile potesse concedersi un dolce relax immerso nella campagna circostante, ma anche per tenere d’occhio il raccolto della sua tenuta. Campagna e tanta campagna, campi verdi e gialli che passano alla destra e alla sinistra del viaggiatore, il profumo del fieno e dell’erba appena tagliata, i colli si intravedono lontani, ad una ventina di chilometri a nord, ancora offuscati dalla calda foschia estiva. Sono pochi i centri “quasi urbani”, come lo è Noventa Vicentina, che in questo periodo sta rifacendo il look a Corso Matteotti e Piazza 4 novembre, la zona centrale abbracciata dall’imperiosa Villa Barbarigo (sede comunale) e dalle due barchesse che accolgono parte della vita mondana del paese.
La Riviera Berica è una strada statale stretta che porta fino a Vicenza, attorno ad essa, in ordine sparso si trovano molti paesini. Dopo Noventa ed Agugliaro, si prosegue fino a Barbarano, sapendo che comunque a poca distanza, tra le campagne e ai piedi dei primi colli Berici si trovano Villaga, Sossano, Orgiano e Albettone, ogni piccolo borgo con qualcosa da offrire. Ad Albettone meritano una visita Villa Ca’ Brusà, la cui tipologia rompe gli schemi tipici delle ville vicentine offrendosi a varie interpretazioni (palazzo in stile veneziano o tipo architettonico emiliano?), le imponenti Villa Campiglia (sede comunale) e Villa Prosdocimi (detta “Giustina”). Il tutto si può condire con una visita alla villa Fracanzan Piovene di Orgiano (ancora ville!), oppure fermarsi nel piccolo borgo di Toara per una degustazione di buon vino del Conte Piovene o per incontrare i fratelli De Marchi, abili mastri mascherai che della loro fantasia ne hanno fatto uno stile di vita.
I Colli Berici: Barbarano, Mossano e Nanto
Barbarano è l’inizio della Dorsale dei Berici, strada panoramica che porta a Vicenza scorrendo parallela alla Riviera Berica; sorge incastonato ai piedi del Monte Cengia e del Monte Tondo. Si chiamano monti ma in verità sono dei colli (alti circa 400 metri) dove si può respirare la natura a pieni polmoni: passeggiate nei sentieri che portano fin sopra la “Roccia” o alle vicine Grotte di San Donato; percorsi in bici da consigliare a chi ama le pendenze più ardue; e, per i buongustai, tante aziende agricole dove fermarsi ad assaggiare olio e vino di ottima qualità. Il centro di Barbarano è noto per il Palazzo dei Canonici, antica dimora dei vicari risalente al primo quattrocento: ha la peculiarità di avere tutte le finestre di diversa misura. Da un cunicolo di questo palazzo parte un percorso sotterraneo (oggi chiuso) che porta fino al Castello Marinoni e che in passato veniva usato dai vicari come passaggio segreto.
Nel territorio barbaranese ogni turista viene soddisfatto: l’amante della buona tavola sarà ben accolto, all’ombra delle cantine e dei portici, da produttori e ristoratori della zona (dove i prodotti tipici sono miele, prosciutto, formaggi, olio, vino e grappa); l’appassionato di storia e cultura potrà fare indigestione di ville (ben undici!), chiese (quattro) e oratori (quattro). Se scendete a Ponte avrete la possibilità di apprezzare due diverse tipologie di ville: l’elegante Villa Rigon-Sangiantofetti, che si affaccia sul canale, rappresenta la storica vocazione al commercio del paese; in località Monticello, invece, Villa Ghiotto e Villa Traverso-Pedrina sono perlopiù ville agricole. Barbarano è, per certi versi, anche città della musica; nel capoluogo barbaranese, durante l’apertura degli uffici comunali, si può apprezzare da vicino l’originale invenzione di una grande mente creativa: il “dattilomusicografo”, un congegno simile ad una macchina da scrivere per la creazione di spartiti musicali. Il suo inventore fu Andrea Ferretto (1864-1942), maestro e compositore dai più ancora sconosciuto.
Confinante con Barbarano è il borgo di Mossano, noto per essere stato rivalutato grazie alla Contrà dei Munari, serie di 12 vecchi mulini di cui alcuni ancora funzionanti, alle Prigioni, una sequenza di edifici rupestri collocabili tra il 900 ed il 1100 d.C., e alle Grotte di San Bernardino, dove si hanno tracce del passaggio dell’uomo di Neanderthal. Il paese si affaccia sulla valle di vigneti compresa tra Barbarano e Mossano stessa, ed è quasi d’obbligo fermarsi, al tramonto, nella terrazza dell’unico bar che si trova davanti alla chiesa: ci si siede tranquilli, si gode il panorama bevendo un buon bicchiere di vino e magari buttando uno sguardo alla partita a briscola giocata dagli anziani del paese, e senza tanta fatica si riesce a provare un senso di nostalgia di un tempo che fu e mai tornerà.
Per chi vuole conoscere il mondo dei Berici, Nanto diviene tappa fondamentale. Paese dell’olio e del tanto osannato tartufo nero dei Berici (lo Scorzone, per intenderci), Nanto è anche sede del Consorzio Pro Colli Berici, dove il turista troverà tutto il kit di mappe e guide necessarie per crearsi il suo itinerario turistico ideale. Girando il paese vi imbatterete in sculture particolari, realizzate nella biennale manifestazione di Nantopietra. Questo evento si svolge solitamente la seconda settimana di maggio, durante la sagra paesana, e si colloca nel panorama delle manifestazioni culturali come momento di sintesi tra arte e ambiente, tra cultura e artigianato, tra materia e spazio. Questa competizione vede sfidarsi sei scultori da tutto il mondo nel dare forme creative e originali alla “pietra Berica” (o “pietra di Vicenza”). Ogni paese di tipico ha il paesaggio, il prodotto gastronomico e anche un personaggio che spicca fra tutti: a Nanto è sicuramente mastro Luigi Saggiorato, impagliatore di sedie, “el caregheta”, la cui singolare bottega troverete nei pressi della canonica.
Castegnero, Lumignano e Costozza: arte, sport e “Siarese”
Castegnero è un centro cerasicolo di spicco dei colli Berici sud-orientali con la varietà “Mora di Castegnero”, nonché zona privilegiata di produzione delle castagne. Gli appuntamenti che ogni anno vedono protagonisti questi due prodotti tipici si svolgono da metà maggio a metà giugno nella piazza del capoluogo, teatro del tradizionale Mercato delle Ciliegie e della “Festa dea Siaresa”. Nella prima domenica di novembre invece si può partecipare alla “Marcia delle castagne”, che diviene occasione per tutti i podisti di ammirare lo splendore ed i colori dei colli nella loro metamorfosi autunnale. Nel periodo estivo l’escursionista potrà comunque concedersi una passeggiata lungo il Sentiero del Monte delle Rose, spostandosi poi sul Sentiero dei Sengi Bei che, sovrastando il centro del paese, permette di ammirare la Grotta della Guerra e della Mura, il complesso dei Sengi Bei e il Covolo Murato Grande o del Merlo.
A Lumignano gli amanti di free-climbing troveranno rocce per le loro braccia. I provetti spiderman potranno qui mettere alla prova esperienza, forza e coraggio scalando le ripide pareti rocciose che la natura in questo paesaggio offre in abbondanza. Per chi predilige percorsi meno impervi anche qui sono presenti dei sentieri escursionistici che, salendo il monte Castellaro, portano alla Grotta della Guerra e alla Grotta della Mura. Incastrato nella roccia è l’Eremo di San Cassiano, edificio costruito a ridosso di una parete rocciosa inglobando i resti dell’antica chiesa di San Cassiano. Qui sono ancora distinguibili dieci sepolture scolpite nella roccia.
Giunti infine a Costozza seguendo la strada ai piedi dei colli, si entra quasi senza accorgersene nell’antico borgo. Qui, di seguito, sono presenti quasi tutte le “attrazioni” turistiche che il luogo offre: le tre ville Da Schio (Ca’ Molina, villa padronale e villino “Grotta del Marinali”), Villa Trento Carli, Villa Eolia e “il Volto” ora adibite a ristoranti, villa Zoga-Crescenzio-Turato. Villa Da Schio, con i suoi giardini all’italiana disposti in cinque terrazze, è il fiore all’occhiello di questo borgo. È una miscela di aiuole, colonne, statue di leoni, ninfe e nani generate dall’immaginazione dei conti Da Schio e dalle sapienti mani dello scultore Orazio Marinali.
Queste sono solo alcune delle meraviglie che l’occhio del turista può gustare ai piedi dei Berici. Gli elementi ci sono: l’aria (pura), la terra (molto fertile), il fuoco (la vita quotidiana delle popolazioni locali), e l’acqua… sì, l’acqua, perché i colli Berici non si fanno mancare nulla. Chi vuole può anche fermarsi al Lago di Fimon, nascosto a valle tra le località di Lapio e Villabalzana: un lago modesto per dimensioni e nel quale non si consiglia la balneazione, ma molto vivace per i locali che si trovano a riva e per le lunghe passeggiate a piedi ed in bici che i sentieri circostanti permettono di fare.
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